La crisi che stiamo vivendo passerà sicuramente alla storia come la peggiore combinazione di eventi degli ultimi 70 anni: pandemia seguita da recessione globale, disoccupazione ed accelerazione dei movimenti migratori … uno scenario da incubo per il mondo intero.

Ma è davvero così? Ebbene, se andiamo ad analizzare più in dettaglio le cose, scopriremo che generalizzare non porta quasi mai a conclusioni corrette.

Sicuramente i problemi ci sono e li abbiamo tutti davanti agli occhi ma questo non significa che dobbiamo accettare l’evidenza senza cercare di posizionare lo sguardo in un’altra prospettiva.

Dal punto di vista di un esperto del settore delle materie plastiche ad esempio, il calo del prezzo del petrolio che dai 110 dollari al barile del 2014 è arrivato a 29 dollari al barile di oggi (Brent)  e che presumibilmente rimarrà a tali valori ancora a lungo proprio in virtù della crisi in corso e dei suoi strascichi, potrà portare dei benefici in termini di costo delle materie prime derivate, tra cui appunto la plastica, che potranno generare circoli virtuosi nelle aziende che sapranno sfruttare a loro vantaggio la situazione.

Derivati del Petrolio

Per contro la difficoltà di reperimento delle materie prime dovuta ai vincoli imposti dalla pandemia, aggiungerà un ulteriore fattore di rischio ad una situazione già di per sé complicata: i Paesi che avranno mantenuto in vita un sistema produttivo completo nella sua filiera avranno enormi vantaggi competitivi a discapito di altri che negli ultimi decenni hanno deciso di smantellare interi settori industriali.

Quest’ultima riflessione mi conduce alla domanda chiave di questo paragrafo: converrà ancora delocalizzare?

Converrà ancora Delocalizzare?

Il pianeta si sta muovendo verso una condizione di sovrappopolamento la quale genera inevitabilmente tensioni sociali, movimenti migratori, carenza di risorse alimentari, difficoltà di approvvigionamento di acqua e ….. pandemie!

Secondo me, quindi, le grandi aziende che  muovono il nostro settore di Costruzione Stampi e Stampaggio Materie Plastiche capiranno che una catena produttiva troppo allungata geograficamente potrà portare forse benefici nel breve periodo per il contenimento dei costi che il Far East consente, ma comporterà sempre di più un rischio di fermi di produzione difficilmente sopportabile. Si avrà perciò un’inversione di tendenza nella globalizzazione per cui le commesse verranno localizzate entro distanze più brevi in modo da avere tempi di risposta rapidi per affrontare le future crisi ed evitare che problemi che nascono lontani da noi possano influenzare interi processi produttivi.

Prevedo quindi un futuro di crescita del nostro settore, basterà farsi trovare pronti a cogliere le opportunità che si genereranno da questa crisi. Presenza sul web, digitalizzazione dei processi e produzione snella saranno le parole chiave per le aziende che vorranno cavalcare l’onda della ripresa, anche nel mio settore che è fin troppo tradizionalista e “old economy”.